Olvido Hormigos video e Nicole Minetti: scandalo e potere nella politica non li hanno inventati loro

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Due modi diversi di dire "Non mi dimetto".

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Chiaro esempio di violazione della privacy che non fa scalpore. Foto di Anonimo.

Due donne, due scandali, due modi diversi di dire “Non mi dimetto (e la poltrona del potere politico che ho sotto al culo non la mollo, ndr)”.

Due storie molto diverse tra loro: da una parte una consigliera del comune di Los Yébenes, a pochi chilometri da Toledo defraudata della sua legittima libertà di fare sesso (forse) da avversari politici desiderosi di mortificarla in mondo visione, rendendo pubblico un minuto e ventisei secondi di masturbazione e qualche gemito. Tutta roba che anche tu che leggi hai già fatto, giusto? Eppure fatto da una consigliera fa scattare subito la prurigine, la ricerca spasmodica sul web di quei secondi hot, la viralizzazione tramite Whatsapp, la conseguente caricata del tutto direttamente nel canale preferito dei ricercatori di questa PassEra: YouPorn.

Dall’altra parte una consigliera della Regione Lombardia che, forse memore delle imprese di Macao, decide di occupare il suo posto in Torre con gran sfoggio di caparbia tenacia. I pruriti attorno alle sue prestazioni sessuali ci sono, il linciaggio mediatico fa di tutto per sbatterceli sotto il naso quasi ogni giorno e noi qui a subire, intercettazioni con uscite anglofone comprese. Protagonista non solitaria del SexyProcessoRubyGate, viene messa in Regione dal suo LoveOfMyLife, come lo chiama lei e gliene sbatte meno di zero di rassegnare le dimissioni nonostante, colleghi di partito e non, glielo chiedano da mesi. Sarà che lei, infondo, è come se stesse al centro di un palco, illuminata da un grosso proiettore mentre compie gesta di dubbio gusto, e quindi, tutto sommato, le ricorda tanto l’ambiente casalingo di quella Arcore dei suoi anni d’oro. Arrivata dov’è arrivata, passando da dove è passata, ti pare che questa molla perché le chiedi gentilmente di andarsene?

Da una parte Olvido Hormigos Carpio, che, a chi chiede le sue dimissioni per la bufera mediatica scatenata dall’uscita del video, replica: “Non mi dimetto, non ho ammazzato nessuno”. In politica si compiono crimini ben peggiori” e che con grande dignità e un certo imbarazzo, cerca di ricostruire gli equilibri della sua vita privata, famigliare, dopo che l’abuso subito dalla sua frequentazione l’ha resa totalmente indifesa. La gente l’ha capita, i suoi compagni di partito decisamente meno e l’opinione pubblica rimane divisa.

Dall’altra parte Nicole Minetti che, invece, i compagni (e non) di partito ce li ha quasi tutti contro, a parte la Gelmini che ancora dice non mi piace il linciaggio mediatico e credo che tra qualche anno, quando si scoprirà che le feste di Arcore, non so se eleganti, non erano certamente quel postribolo che è stato detto, a molte di queste ragazze si dovrà chiedere scusa (fonte: quotidiano.net). Considerando che le intercettazioni sono di dominio pubblico, mi viene da pensare che la Gelmini, per dire una frase simile, o non le ha sentite o non si riferiva alla Minetti.

Vuoi le scuse? Eccole:

scusa se non capisco perché ci dobbiamo tenere sul groppo la Minetti e tutte/I quelle/I come lei che si ciucciano il vitalizio e scusa se non capisco perché da “Mi dimetto subito e rinuncio al vitalizio” è passata come se nulla fosse a “Non mi dimetto e rimango al mio ruolo perché credo nei valori e negli ideali che mi ha trasferito Berlusconi” e, infine, scusa se ho tratto delle conclusioni qualunquiste. Infondo la Minetti ha il diritto di fare i suoi porci comodi, come tutti. 

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