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Letto a letto: io sono febbraio, ovvero, storia dell'inverno che non voleva finire mai

Martedì 21 Febbraio 2012, 08:00 in Libri di

Shane Jones e il suo romanzo d'esordio. Mondo Donna se lo porta a letto e lo legge. Ecco la recensione!

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Non è un romanzo uscito di recente in Italia, ma noi ragioniamo in questo modo: dal momento che non ne sai nulla di quel dato libro, foss'anche antico, diventa automaticamente una novità per te.

Stampato in America nel 2009 col titolo Light Boxes, esce in Italia nel 2011 tradotto in Io sono Febbraio, l'opera esordio di Shane Jones, una scoperta sostenuta, prima di tutti gli altri, dalla comunità della letteratura online e indipendente.

Se non apprezzi i voli pindarici di fiabe metafisicamente oniriche e metamorficamente cangianti, allora Io sono Febbraio non fa per te. Ci sono persone che cercano certezze in un libro. Ad esempio una sintassi che conduca a fatti concreti, o un percorso narrativo che, per quanto proteso ad alimentare la tua sete di lettura, sia tranquillizzante perché dotato di un suo certo ritmo ondulatorio.

Con Io sono Febbraio non va così. Devi essere un lettore che non cerca qualcosa di preciso quando apre un libro, devi essere incautamente spericolato nel tuo approccio con la letteratura, devi decidere scientemente di lasciarti trasportare, con gioia e spensieratezza, chissàddove da immagini evocative.

Se sei quel genere di lettore, allora Io sono febbraio ti piacerà. 

Pagine che, se rilette più volte, regalano l'impagabile sensazione che, ogni volta, ti stanno dicendo cose diverse. In realtà quello che cambia tra una lettura e quella successiva, sei tu.

L'eco lontana della voce calviniana in una penna (quella di Jones) che rimanda immagini d'un mondo che è sempre quello ma visto con occhi fantasiosi e umidi.

E così, in un febbraio di recessione, questo libro ci sembra perfetto perché narra la storia dell'inverno che non voleva finire mai e perché è un romanzo allegorico e struggente che ci parla di un'umanità oppressa che non ha perso la speranza e ha ancora la forza di lottare. 

Speriamo, Jones, che tu abbia altro da dirci. Se anche non fosse, ti siamo comunque grati per questo tuo romanzo d'esordio.

Thaddeus a Bianca

Mi arrampico sul tetto. La tua cameretta è sotto di me. Chiudo un occhio, stendo la mano e squarcio l'orizzonte. Afferro il cielo e lo strappo verso l'alto e verso di me come vecchia carta da parati. Ti vedo mentre dormi in un letto di piume d'anatra. Chiudo entrambi gli occhi e finisco il sogno di noi su un pallone. Il nuovo cielo ha un odore d'oceano. Al tatto sembra velluto stropicciato, quando lo spingi per dirigere il pallone verso tua madre che aspetta sulla collina.

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