Femminile plurale globale
L'artista Marni Kotak, dopo aver reso pubblico il suo primo rapporto sessuale, realizzerà adesso nella galleria Microscope di New York la "più grande forma d'arte" che esiste in natura: il parto.
L'arte è tale quando è in grado di dire qualcosa del tempo cui appartiene, e allo stesso tempo di parlare a ciò che di eterno c'è in ognuno di noi.
Non solo i contenuti, ma le forme dell'arte (che del contenuto sono parte) si evolvono con i tempi che cambiano. Mi pare una spiegazione soddisfacente per introdurre la nuova "performance" dell'artista Marni Kotak, che dopo aver reso pubblico il suo primo rapporto sessuale darà adesso vita nella galleria Microscope di New York alla "più grande forma d'arte" che esiste in natura: il parto. Trasferitasi per le ultime cinque settimane di gravidanza in un allestimento creato ad hoc nella galleria, l'artista e il suo pubblico restano in attesa del lieto evento.
Prevedibile che si parli adesso di provocazione e di questo-è-esibizionismo-altro-che-arte: discorsi immancabili quando si tratta della così detta arte contemporanea.
Per azzerare le chiacchiere, credo che l'unica soluzione sia cambiare questa definizione: molti hanno difficoltà ad associare la parola "arte" alle trovate creative che cambiano. "Arte" per loro sono i quadri di Monet: riuscire ad ampliare il concetto è impresa ardua. Come spesso accade, le parole intrappolano le idee e impediscono di lasciare la mente libera semplicemente di osservare ed espandersi.
Non sarò certo io a convincere chi la pensa così, tuttavia devo togliermi un paio di spine a riguardo per cui esprimo il mio pensiero.
Alcune forme di "arte" contemporanea rappresentano quell'arte che è talmente consapevole della marginalità della tecnica che è arrivata a prescinderne completamente. Non è (necessariamente) il contenuto ad essere straordinario (il parto è sì straordinario ma allo stesso tempo comune) ma il significato che ha il fatto stesso di rendere "opera" qualsiasi cosa.
Il merito dell'artista è intuire il valore del significato di questa operazione. Il parto nel museo ci parla della nostra epoca proprio in quanto atto esibizionistico, e in un certo senso ci svela anche il significato dell'esibizionismo che caratterizza i nostri giorni, di come sia paradossalmente una forma di ritorno all'"essenza" e alla natura, attraverso la rottura della riservatezza.
Spesso abbiamo fretta di dare un giudizio morale della persona dell'artista e di affermare che non merita la fama che ha. Ci rifiutiamo di indagare oltre e ci chiudiamo con orgoglio nella nostra banalità. Forse l'arte è destinata a restare una cosa per pochi. Un tempo forse perché non poteva essere capita dai più. Oggi perché i più si rifiutano semplicemente di capirla.
In foto: L'artista Marni Kotak
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