Femminile plurale globale
In un mondo dello spettacolo in cui chi rifiuta la "strada facile" diventa un mito, dove ogni giorno esce un nuovo nome implicato nelle indagini sui giri di escort, dove persino le storie d'amore vengono offuscate dal dubbio di essere frutto di un contratto pubblicitario, ecco che arriva il concorso di Miss Italia.
Un anacronistico mondo rosa dove chi ha fatto foto di nudo viene esclusa, e non c'è giustificazione di "nudo artistico" che tenga. Dove i costumi della prima serata sono più castigati che negli anni '60. Dove si sorride e si dice che è la famiglia la cosa più importante.
La prima esposizione delle ragazze, ieri sera, è un surreale campione di diversità, quasi come un fumetto: c'è quella rossa di chioma, quella un po' in carne, quella di colore e quella coi capelli corti. Le altre si somigliano tutte: visi puliti, molti occhi chiari, molto impaccio nei sorrisi e nelle parole.
Sono tutte buone, tutte cuoche, tutte innamorate dell'amore, protettive con i fratellini e ambiziose negli studi. Tutte "sincere", tutte "semplici".
Sarà per questo che solo poche tra le vincitrici fanno strada?
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