Femminile plurale globale
La rivista LOVE tenta il colpaccio: sulla copertina dell'ultimo numero, otto modelle e attrici vengono fotografate (dai fotografi Mert Alas e Marcus Piggot) "in lacrime".
Il servizio di Repubblica.it mostra le otto diverse copertine. Si resta stupiti, perché le foto sembrano le solite immagini di modelle scheletriche e inespressive come manichini. Ma a guardare meglio, in effetti, sui volti delle ragazze si intravedono delle scie trasparenti, impercettibili e perfette, che potrebbero ricordare delle lacrime.
E questo sarebbe un pianto? Sono due strisce d'acqua a fare di un volto neutro un volto triste? Bastano due gocce su un viso inespressivo a fare un "pianto"?
Sembra quasi una presa in giro. La moda, questo lo abbiamo capito, predilige l'immobilità e l'inespressività. Non ha nemmeno senso criticare questo aspetto del mondo della moda: si tratta di una sua caratteristica e come tale va presa, senza dargli più peso di quello che merita. Se è così, però, ognuno resti nel suo territorio. Perché un volto con qualche lacrima non è un volto che piange.
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