Femminile plurale globale
Quale modo migliore per attirare l'attenzione su un tema se non quello di associarvi l'immagine di belle ragazze seminude? Nessuno. E allora, il fine giustifica i mezzi?
Parliamo in questo caso di una campagna "unconventional" creata dall'agenzia Young & Rubicam di Parigi per la Surfrider Fundation.
Help us sto keep the ocean clean, recita lo slogan.
Il senso dell'iniziativa è ricordare il disastro ambientale avvenuto l'anno scorso nel Golfo del Messico, con centinaia di migliaia di litri di petrolio finito in mare.
La soluzione creativa per centrare questo obiettivo è dunque la creazione di un calendario sexy che ritrae modelle e surfiste sulla spiaggia con "bikini" fatti di macchie di petrolio, come un body painting.
Il Photoshop è palese e rende il tutto estremamente innaturale. I corpi sono perfetti al limite dell'irreale, le pose plastiche, le espressioni lascive. Niente di nuovo sotto il sole insomma (QUI le altre foto).
Niente di male nell'usare i soliti stereotipi femminili sexy, a maggior ragione se l'obiettivo è fare qualcosa per l'ambiente? O invece si tratta dell'ennesima strumentalizzazione del corpo femminile, che porta di fatto a reiterare un modello di pensiero che non porta niente di buono, e che andrebbe superato? Che ne pensate?
(Immagine da Uncreativeblog.com)
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