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Il movimento delle donne e il modello della rete

Lunedì 11 Luglio 2011, 12:47 in Quarto potere, rappresentanza di

All'indomani del raduno di Siena, ciò che soprattutto mi colpisce del movimento "Se non ora quando" - indipendentemente  della causa che difende, cioè la questione femminile - è la forma di partecipazione che incarna.

Un segnale chiaro che qualcosa è scattato: qualcosa che riguarda la percezione delle persone di poter cambiare le cose. Come se quel famoso "distacco dalla politica" di cui tanto si è parlato venisse superato inventando nuove forme di partecipazione.

Come se venisse valicato quel muro costituito dalla rappresentanza, che è sì il concetto chiave della nostra idea di democrazia, ma anche l'ultimo baluardo che separa tutti noi dalle decisioni che ci riguardano direttamente, se i meccanismi che la regolano iniziano a girare a vuoto svuotandosi di senso.

Segnali chiari sono il fatto che, all'appuntamento senese, "Se non ora quando" ha dichiarato di non essere un partito, ma una rete organizzativa con l'obiettivo di incidere sull'agenda politica: il famoso network, che è decisamente la parola chiave dei nostri tempi.

"Non siamo anti-politiche e non siamo contro nessuno. Anzi la nostra forza è che siamo inclusive", ha detto Serena Sopegno al Corriere.it.

Un momento trasversale, ai partiti e ai generi (molti uomini erano presenti). Una battaglia, insomma, che non nasce intorno all'idea del conflitto, ma a quella della costruzione.

E questo è un gran bel passo avanti.

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