Femminile plurale globale
È morta a 75 anni Agota Kristof, scrittrice ungherese autrice de La trilogia delle città di K, riconosciuto capolavoro letterario del Novecento stampato in 30 Paesi. Era dal 1956 che Agota si tovava in Svizzera, dove trovò accoglienza nella fuga dalla repressione dei moti di Budapest e l'invasione dell'Armata Rossa.
Come omaggio, un brano de La Trilogia, essenziale e diretto al punto come il resto:
Una donna passa. Tendiamo la mano. Lei dice: "Poveri bambini. Non ho niente da darvi." Ci accarezza i capelli. Diciamo: "Grazie." Un'altra donna ci dà due mele, un'altra dei biscotti. Un'altra donna passa. Tendiamo la mano, lei si ferma e dice: "Non vi vergognate a chiedere l'elemosina? Venite da me, ci sono dei lavoretti facili per voi. Tagliare la legna, lucidare la terrazza. Siete abbastanza grandi e forti. Dopo, se lavorate bene, vi darò della minestra e del pane." Rispondiamo: "Non abbiamo voglia di lavorare per lei, signora. Non abbiamo voglia di mangiare la sua minestra né il suo pane. Non abbiamo fame." Lei domanda: "E allora perché chiedete l'elemosina?" "Per sapere che effetto fa e per osservare la reazione della gente." Andandosene grida: "Piccole sporche canaglie! Screanzati, fare queste cose!" Rientrando, gettiamo nell'erba alta che costeggia la strada le mele, i biscotti, il cioccolato e anche le monete. La carezza sui capelli è impossibile gettarla.
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