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Quote di genere nei cda: è legge

Martedì 28 Giugno 2011, 17:44 in rappresentanza di

E' stata definitivamente approvata poco fa la proposta di legge sulle quote di genere negli organi di rappresentanza delle società quotate.

La proposta era stata presentata in testo congiunto da Alessia Mosca (PD) e Lella Golfo (pdl): un'iniziativa bipartisan che oggi diventa legge.

Scrive Alessia Mosca sul suo blog che

"l'appovazione definitiva della proposta di legge sulle quote di genere negli organi di rappresentanza delle società quotate è un grande traguardo e un traguardo collettivo." 

"È una vittoria del Parlamento, che ha adempiuto pienamente al suo ruolo di legislatore, autonomo rispetto al governo e più autonomo del governo rispetto alle pressioni di coloro che volevano affossare o indebolire la portata dell'innovazione legislativa."

"È l'inizio d un percorso di cambiamento culturale. La legge avrà successo se tutti si sentiranno responsabili di questo cambiamento: le donne che entreranno nei cda e gli stessi organi di amministrazione che dovranno saper accettare le diversità e contaminarsi."

 

7
7 commenti
7
02 Lug 2011
alle 13:01

Valeria Sirabella

Caro vnd, nessuno censura niente. Se ti riferisci al tuo messaggio qui sotto, è apparso in ritardo solo perchè è molto lungo e contiene numerosi link, e in questi casi la pubblicazione richiede prima un'approvazione: ciò per evitare lo spam.

6
01 Lug 2011
alle 19:07

vnd

Peccato che il messaggio al quale hai risposto sia stato censurato.

Il che la dice lunga sul concetto di democrazia di questi spazi.

Spero che tu abbia fatto il tempo a linkare.

5
01 Lug 2011
alle 12:31

simone

ciao grazie, si mi riferivo a questi svedesi!

4
01 Lug 2011
alle 12:29

vnd

Rispondo a Simone.

Vuoi avere dei dati sugli infortuni svedesi o italiani?

Le pagine in svedese sono queste (se usi google-croome, puoi tradurle):

http://www.afaforsakring.se/Documents/Utveckling_av_andelen_allvarliga_arbetsolycksfall.pdf

http://www.afaforsakring.se/Forebygger/Skade--och-sjukdomsanalys/Rapport-20101/

Questa è la pagina di presentazione dei dati.

Come ti dicevo, le femministe svedesi non sono meno false e bugiarde delle nostre.

I dati vengono commentati in modo da distogliere l'attenzione dalle reali dimensioni del un problema.

A fronte di una casistica che vede tre incidenti maschili a fronte di uno femminile (naturalmente, a prescindere dalla gravità dell'incidente), si mette l'accento sul fatto che gli incidenti femminili sono aumentati dell' 1%.

E stikazzi!

http://www.afaforsakring.se/Pressrum/Nyheter/Aktuellt/Allvarliga-arbetsskador-minskar-men-kvinnors-andel-okar/

Interessante anche questa pagina:

http://genusnytt.wordpress.com/2010/07/30/graddfil-for-kvinnor-vid-arbetsskada/

Nella quale si parla dei tanti casi di assenteismo femminile per malattia.

 

Oh... i dati italiani sulle morti bianche sono facilmente reperibili con google. Devo cercarteli?

Ciao

 

vnd

 

3
01 Lug 2011
alle 09:02

simone

ciao VND è un punto di vista interessante, non mi ero mai addentrato tra i dati delle morti sul lavoro, hai qualche link per approfondire? ciao grazie!

2
01 Lug 2011
alle 07:46

vnd

La legge sulle quote rosa è un'assurdità anticostituzionale.

I modelli norvegesi e svedesi, poi, sono assolutamente da evitare. Nessuno sembra far mai caso al fatto che negli stati nordici il benessere e i privilegi delle donne si basano esclusivamente sul sacrificio degli uomini. Perché anche in Svezia e Norveglia, stando ai dati sulle morti bianche, i lavori più rischiosi, proprio quelli che costituiscono la maggior fonte di ricchezza scandinava: pesca, estrazione mineraria e Legname, sono svolti esclusivamente da uomini sfruttati e lasciati volutamente nell'ignoranza e nella totale disinformazione.

Le donne? Sono tutte occupate a mettersi in mostra e a chiacchierare nelle loro comode scrivanie, in uffici luminosi e climatizzati.

Quote rosa....

Solo nel caso fossero commisurate alle statistiche sulle morti bianche.

1
29 Giu 2011
alle 21:28

simone

era ora. Non mi è chiaro comunque dove le pescheranno all'inizio. A riguardo c'è un bellissimo servizio di Report di qualche settimana fa, su come funziona in norvegia e svezia (dove tra l'altro anche i papà hanno l'obbligo di stare a casa quando lasce un bimbo)

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