Femminile plurale globale
Prima è stato fatto il lifting alle donne dei quadri più famosi - dalla Monna Lisa alla Venere del Botticelli (nell'esperimento artistico di Nazareno Crea) - per mettere in luce l'assurdità della "standardizzazione estetica". Adesso si immagina il volto invecchiato di alcuni divi intoccabili morti prematuramente, da Marylin a James Dean (QUI le immagini).
Si tratta di una specie di gioco letterario, nell'ambito del thriller "Momento Zero", (di Luca di Persio, Elliot) che racconta la storia di un'organizzazione esperta nel mettere in scena la morte di gente comune e divi.
L'idea resta la stessa: modificare immagini di volti ritenuti intoccabili, assoluti ed eterni, non per dissacrare quei volti, ma per prendere in giro l'immobilità plastificata in cui come società stiamo cercando di intrappolare il nostro aspetto, in modo standard. Non tollerando le differenze, né il cambiamento.
Anche l'operazione della Barbie a dimensioni naturali rientra nell'approccio di mettere in discussione modelli che abbiamo inculcati a priori nelle nostre teste, per collocarli nella realtà, mettere in luce una contraddizione.
Il messaggio finale è che i nostri volti e i nostri corpi sono umani come noi: speriamo che circoli in fretta. Io sempre più spesso, per la strada, mi spavento di fronte a volti mostruosamente ritoccati e siliconati.
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