Femminile plurale globale
Nella puntata di Porta a Porta di ieri sera, tutta dedicata alle donne, Bruno Vespa ha espresso la propria opinione sulle "quote rosa": "sono quanto di più antifemminista si possa immaginare, sono un'offesa alle donne perché impongono la presenza femminile a prescindere dal merito, come se le donne ne avessero bisogno."
L'opinione di Vespa è condivisibile. O meglio: sarebbe pienamente condivisibile in condizioni "ideali". Immaginiamo una società perfetta, senza passato, senza convenzioni radicate né pregiudizi e concepita così che ognuno abbia la perfetta possibilità di parteciparvi esprimendo al massimo il proprio potenziale. In questo caso, le quote rosa sarebbero effettivamente un qualcosa di offensivo ed insensato.
La realtà, però, è diversa.
La presenza femminile in quasi tutti gli ambiti professionali diminuisce man mano che ci si avvicina ai vertici. È per questo che Paesi come la Norvegia, l'Islanda, la Spagna e la Francia hanno adottato misure di salvaguardia della presenza femminile nei CDA: perché si presuppone che le donne siano capaci almeno quanto gli uomini e che quindi, se il loro accesso ai ruoli decisionali è molto più basso, significa che esistono di fatto degli ostacoli sociali.
La sfida delle quote rosa è di svolgere una funzione di rottura, di compensazione rispetto ad una carenza di fatto esistente. Quando le condizioni saranno più vicine a quelle "ideali" - e perchè questo si verifichi la soluzione delle quote rose non è sicuramente sufficiente - ecco che esse non avranno più senso di esistere (QUI un interessante overview sul dibattito sulle quote rosa da un punto di vista internazionale).
Gentile signorina, in base a quale logica si può essere allo stesso tempo coerenti con la nostra Costituzione (articolo 3) quando con questa legge si va palesemente contro?
In secondo luogo, mi spiega perchè le donne sono discriminate e dove. Mi faccia notare una sola legge italiana che vieta alle donne qualcosa e agli uomini no.
La realtà dei fatti è diversa. E in Occidente, le persone discriminate sono di sesso maschile.
Saluti.
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alle 12:34
Valeria Sirabella
Gentile Signore, la ringrazio per aver citato l’articolo 3 della Costituzione: “[…] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”