Femminile plurale globale
Interessante sapere che una delle veline candidate da PDL alle scorse elezioni europee e silurate a causa dell’affaire "Lario-D’Addario-Noemi-Letizia" verrà probabilmente riproposta nel listino elettorale delle regionali venete. Lei del resto ha un curriculum invidiabile: la padovana, Chiara Sgarbossa è stata infatti "nominata" miss Veneto ed è arrivata alle finali di miss Italia 2003, inoltre ha fatto una grossa esperienza professionale come meteorina di Emilio Fede. Magari posso sbagliarmi, magari Chiara ha 3 lauree, parla 7 lingue ed ha un vivo interesse per la difesa dell’ambiente e per la promozione del commercio a livello regionale, magari, chi lo sa. Nel frattempo, in attesa di smentita, sono davvero "felice" di sapere che il PDL preferisce candidare le "belle" alle "brave". Ma le tantissime e battagliere donne del PDL padovano, se non regionale (che magari resteranno in panchina) che dicono? Insomma, possibile che nessuna si ribelli a questo andazzo? La cosa più divertente è che la Sgarbossa dichiara al Mattino: "La candidatura alle Europee era di facciata, dovevo contribuire a rinnovare l’immagine del partito, oltre a portare avanti la rappresentanza femminile". Si, infatti. Bel rinnovamento.
"VENEZIA. Più che una poltrona, dovrebbe esserci in palio un divano. Tanti sono i candidati che si accalcano per entrare nel listino del presidente alle elezioni di marzo. Ma anche qui i posti si dividono tra numerati e in piedi. I primi sei, o meglio cinque (il primo che se ne va con il governatore), sono blindati: si passa qualunque risultato, tanto o poco, faccia la coalizione vincente. Ma ci sono altri sei posti «gratis» se la coalizione totalizza fino a un massimo di 29 consiglieri. Qui, si vocifera, potrebbe «cadere» Chiara Sgarbossa.
Padovana, miss Veneto e finalista a miss Italia 2003, nonché già meteorina di Emilio Fede, era finita lo scorso anno nel tritacarne elettorale defenestrata dalle liste elettorali del Pdl sia alle Europee (dopo che aveva firmato l’accettazione davanti al notaio) che alle Provinciali. Erano i giorni della rottura tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. La notizia della sua candidatura circolava ieri a palazzo Ferro-Fini: «Non ne so nulla - commenta la diretta interessata - i primi sei posti sono inaccessibili, gli altri inutili, quindi lo escludo. Tanto più che non ritengo di avere sufficiente esperienza: misurarmi in prima linea sarebbe fare il passo più lungo della gamba. La candidatura alle Europee era di facciata, dovevo contribuire a rinnovare l’immagine del partito, oltre a portare avanti la rappresentanza femminile. Ma mai avrei pensato di arrivare a Bruxelles. Parliamoci chiaro: il mio posto era alle Provinciali, l’ente più adatto per cominciare a fare esperienza. Invece la storia è stata montata e io sono passata per la bella addormentata». "
(Da il Mattino del 20 gennaio 2010)
alle 01:10
Zazzore
Vedi chiunque tu sia a scrivere sei il/la primo/a prevenuto/a perche' prima di considerarla una donna la consideri una velina come se fosse un sesso a se.
Ipocrita!