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Il sesso dei soldi

Laura Cogo avatar Lunedì 11 Gennaio 2010, 07:08 in Male/Female/... di Laura Cogo

Conoscere la legge finanziaria di un paese è di fondamentale importanza. Si può finalmente avere chiarezza su quali siano gli obiettivi prioritari di un governo, oltre i vari e tanti bla bla. Esistono in Italia vari organismi indipendenti che si occupano di misurare le leggi finanziarie sulla base di alcuni presupposti (ad esempio Sbilanciamoci, nato per valutare la legge finanziaria in base alle decisioni di spesa militare). Quello che manca da sempre in Italia è  invece un sistema di valutazione della finanziaria in base alle questioni di genere e a chi stanno a cuore determinati argomenti, appare ovvio che la legge finanziaria non sia "neutra" rispetto al genere. 

Gli strumenti di valutazione, beninteso, ci sono tutti e sono in uso da istituzioni realmente operanti in alcuni paesi (come il Regno Unito o la Svezia) che si preoccupano ogni anni di "bacchettare" le mani ai governi che si lasciano andare e non pongono attenzione alle questioni di genere (in questo modo inevitabilmente andando a penalizzare le donne, sic).

In Italia invece, a parte qualche esempio da parte di alcuni Comuni illuminati , e nonostante tante promesse, silenzio assoluto: non esiste nessun organismo di tale tipo. Ci sono però a volte voci autorevoli che si levano, in solitudine, a fare un'esame di genere alla finanziaria. Non che ricevano molta attenzione, però l'impegno è da premiare. Sul sito Ingenere.it, ad esempio, troviamo un'interessante indagine sul tema, che parte dal seguente interrogativo:"Stiamo andando verso una famiglia dove il lavoro retribuito e quello di cura sono più equamente distribuiti tra uomini e donne, o si preferisce rafforzare il modello tradizionale, con gli uomini sempre più impegnati fuori casa a lavorare per il mercato e le donne vincolate al lavoro domestico?"

L'articolo prende in esame le spese per le infrastrutture, cruciali per la mobilità delle persone e quindi anche per l'organizzazione della famiglia. Le infrastrutture, però, hanno una particolare dimensione di genere: chi usa di più l'automobile, chi usa di più i mezzi pubblici? La risposta è nota: gli uomini usano molto di più l'auto rispetto alle donne, che invece volenti o nolenti, preferiscono la bicicletta, il treno, l'autobus, il tram, la metropolitana. Ebbene "la Finanziaria 2010 conferma l’Italia come l’unico paese in Europa che finanzia strade e autostrade con risorse pubbliche che sono doppie rispetto a quelle previste per le ferrovie nazionali e regionali... Inoltre per le opere ferroviarie il 70 per cento delle risorse necessarie per coprire il costo dell’opera restano ancora da reperire; questo è vero solo in misura inferiore al 40 per cento per le opere stradali." Questo è solo un esempio, dice l'articolo, di come nessuna decisione in termini di spesa sia "neutra" rispetto al genere. Ma i risultati più evidenti di quanto il governo in carica non abbia indossato le famose "lenti di genere" nella scrittura della finanziaria riguardano la stretta sugli enti locali che nel prossimo triennio otterranno 229 milioni in meno. "I Comuni sono i principali responsabili della fornitura di servizi sostitutivi del lavoro di cura. A titolo esemplificativo, il bilancio di previsione del comune di Modena per il 2009 prevedeva oltre 90 milioni in investimenti e circa 200 milioni di euro di spesa corrente, di cui 107, pari a più del 50%, destinati a servizi per famiglie, persone in difficoltà e sistema economico locale. Se il fabbisogno di questi servizi non è soddisfatto dagli enti pubblici, sarà la famiglia, cioè ancora quasi unicamente le donne, a doversene fare carico, dato che il ricorso al mercato non potrà essere molto ampio per l’impoverimento costante delle famiglie italiane nel tempo." sostiene Ingenere.it. E ancora, una riflessione sulla proroga della cassaintegrazione in deroga, "ricordando che la quota di donne in cassa integrazione ordinaria tra gennaio e luglio 2009 era del 21 percento contro il 79 per gli uomini; e quella in Cigs e in deroga era del 34 percento contro il 66 per gli uomini. Scegliere di favorire la Cassa integrazione come ammortizzatore sociale, quando per esempio le donne sono il 56 per cento dei lavoratori a progetto e sono sovra rappresentate tra quelli a tempo determinato, conferma il modello di famiglia sottostante questa Finanziaria: gli uomini sempre più impegnati lontano da casa a guadagnarsi il pane e le donne limitate nella loro autonomia e libertà. Niente male per una Finanziaria apparentemente “neutra”." conclude Ingenere.it.

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