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Manifestare contro la violenza serve ancora?

Laura Cogo avatar Sabato 5 Dicembre 2009, 07:36 in femminismi di Laura Cogo
 
Analizziamo. 24 novembre 2007: 170.000 donne scendono a Roma per manifestare contro la violenza. Non succedeva da...da dagli anni '70? Neanche. Perchè una tale partecipazione? Perchè all'inizio dell'anno esce un rapporto ISTAT sulla violenza nel nostro paese che per la prima volta svela gli impressionanti numeri che ormai tutti o quasi tutti sappiamo a memoria.In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo, 6 milioni 743 mila sono le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Queste sono notizie bomba per il nostro paese. Da non ultimo, un mese esatto prima (il 30 ottobre) viene violentata ed uccisa Giovanna Reggiani a Roma. E tutti ricorderanno lo scatenamento mediatico sul tema. Inoltre, ricordiamo che al governo c'era ancora la sinistra e...si sa...gran parte delle associazioni, movimenti, collettivi femministi non si riconoscono certo nella destra italiana. In qualche modo, credo, le donne sapevano che c'era spazio per le loro richieste (solo lo spazio, beninteso). Insomma, una partecipazione "di piazza" in qualche modo, era percepita come utile. La7 è presente in piazza e quel giorno fa addirittura la diretta della manifestazione (prima che alcune manifestanti occupassero il gazebo da dove si teneva la diretta e oscurassero le telecamere). 

Un anno dopo, la manifestazione avviene il 22 novembre, sotto lo slogan "Indecorose e libere".  Una manifestazione più politicizzata ed estremista rispetto all'anno prima, ma del resto c'è un governo diverso. Scende in piazza (sempre a Roma) la metà delle donne scese l'anno prima, solo 50.000 donne.

Un anno dopo ancora, e siamo a sabato scorso 28 novembre,  (sempre a Roma), scendono in appena 10.000

Cosa è cambiato?  Secondo me le donne di sinistra si sono frustrate perchè la prima "più o meno" seria legge contro la violenza (e leggi stalking) l'ha fatta un governo di destra! Al di là di questo, che magari è anche una sciocchezza, non credo che ormai ci siamo "anestetizzate" rispetto al problema. Secondo me, è proprio lo strumento manifestazione-nazionale-a-roma che non ha molto significato, soprattutto poi, se vedi che per quanto manifesti, per quanto ti sbracci, per quanto urli..poi non cambia proprio, ma proprio, niente. Sta alle donne forse, trovare altre forme di protesta e di azione. Magari che durino 365 giorni all'anno (come ha ben pensato di fare l'UDI con la sua Staffetta contro la violenza, che ha girato l'Italia e pure si è conclusa in una piazza, a Brescia-un migliaio di donne ). E soprattutto forse bisogna smettere di rivolgersi al governo centrale in cerca di ascolto. Sì, rimane cosa buona e giusta da fare, sempre.  Ma per quanto siano una minoranza rumososa, le donne che lottano contro la violenza, restano una minoranza rumorosa tra le tante, nell'assordante modo in cui gli italiani e le italiane vivono la loro partecipazione politica. Eppure questo è solo un abbozzo di riflessione, non voglio trarre conclusioni affrettate, ma lasciare uno spazio aperto di confronto. 

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