blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Le femministe parlano di "sesso e politica nel post-patriarcato"

Laura Cogo avatar Domenica 18 Ottobre 2009, 10:40 in femminismi di Laura Cogo

arton4886.png

A seguito dell' articolo di convocazione comparso sul Manifesto, scritto a cinque mani da Maria Luisa Boccia, Ida Dominijanni, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Grazia Zuffa, centinaia e centinaia di donne si sono incontrate alla Casa Internazionale delle Donne di Roma la scorsa domenica. L'articolo dal titolo "Sesso e politica nel post-patriarcato" sebbene la complessità della forma e del linguaggio, analizza la situazione nella quale ormai da mesi sembra essere scivolata la politica, ma soprattutto la società italiana.


"Lo scambio tra sesso, potere e denaro, nel caso-Berlusconi, parla del degrado della cosa pubblica." dicono le cinque. Ma il discorso si focalizza subito sull'aspetto centrale della situazione, per l'analisi femminista: la sessualità maschile e il rapporto con le donne di un uomo di potere. Secondo loro, quello che è emerso recentemente non è la riproposizione di qualcosa di già visto o noto nel rapporto tra i sessi: l'uomo di potere che usa ed abusa, la donna oggetto intercambiabile e insignificante. Le femministe parlano infatti di un "dopo-patriarcato", intendendo con ciò "non la risoluzione, ma una nuova configurazione del conflitto fra i sessi."
Ma perchè? "La sessualità maschile è, in tutta evidenza, in crisi" sia di prestazione che di relazione. Tuttavia "gli uomini che hanno potere continuano ad usarlo nei rapporti con le donne." Ma si tratta di un potere diverso: "è un potere senza autorità: nudo, come è nuda la miseria di una virilità tradizionale che si tenta di ripristinare contro la destabilizzazione dei ruoli sessuali provocata da quarant'anni di femminismo."
Per quanto riguarda le donne, la controparte che si presta alla relazione ineguale di potere, dicono "siamo davvero tutte accomunate in quell'immagine del corpo femminile plastificato, privo di cervello e oggetto del godimento maschile? O c'è uno scarto tra la fiction del femminile allestita dal regime televisivo e politico berlusconiano e la realtà delle vite e dei desideri delle donne?". Ovviamente quello scarto esiste, e sarebbe ciò che ha reso "possibili le parole e i gesti di libertà di alcune donne coinvolte nella vicenda, prima tra tutte Veronica Lario".

E poi si passa alla degradazione e alla perdita coseguente di autorità della politica e quindi dell'uomo di potere. "La novità è che il premier-imprenditore dispensa, in cambio di sesso, un provino da velina o un posto da parlamentare come fossero equivalenti." "Ma la politica così degradata perde ogni residua autorevolezza. Lo conferma il modo in cui tutta questa vicenda (non) è stata affrontata nelle istituzioni politiche. Per mesi, uomini e donne della maggioranza, ma anche dell'opposizione, si sono attestati sulla linea Maginot della distinzione fra il pubblico e il sacro «privato dell'alcova». Il disprezzo verso le donne è stato coperto con le accuse al «moralismo dei parrucconi»."
"Mai come oggi i rapporti tra i sessi sono il cuore della politica." Ci si lascia con una domanda fondamentale per il movimento femminista italiano: "Come dare alla parola femminile una forza più duratura dell'indignazione?", forse riferendosi all'appello lanciato da Repubblica, al quale oltre 80.000 hanno già aderito.

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere