Il dirigente di uno degli istituti scolastici ed universitari più importanti d'Egitto, l'al-Azhar, sta vivendo dei giorni difficili. Tutto è iniziato quando alcuni giorni fa, mentre era in visita in una delle sue scuole, ha ordinato ad una ragazzina di scoprirsi il volto. Il dirigente, sostenendo che il velo che copre il viso, il niqab, "non ha nulla a che fare con l'Islam", ha di conseguenza preso una decisione drastica: alle ragazze che intendono coprirsi il volto sarà vietato l'ingresso nelle sue scuole. Apriti cielo, gli sono piovute addosso critiche da ogni dove.
La maggior parte delle donne in Egitto usa coprirsi il capo con l'hijab (il velo islamico) o con semplici foulards. Il niqab invece (tanto per capirsi è il velo monocolore nero che lascia scoperta solo una fessura per gli occhi) è indossato solo da una minoranza di donne che praticano una forma di Islam più conservatore. Mentre l'uso del velo è prescritto dal Corano, non lo è certo la sua forma estrema, il niqab o addirittura il burqa.
Il governo egiziano ha solo di recente iniziato a prendere misure contro il niqab, ma senza molti effetti: sempre più donne infatti, scelgono ogni giorno di coprirsi definitivamente il volto.
Tanto per capirci, in risposta a quest'ultimo atto di presunta limitazione della libertà di religione, centinaia di studentesse coperte da testa a piedi hanno manifestato il loro sdegno di fronte all'università di al-Azhar e del Cairo.
E io intanto mi domando quando la/le religioni smetteranno di essere la principale causa di dissidi tra gli esseri umani.