
La condotta delle società private di servizi militari (le cosiddette
Private Military companies) che forniscono uomini e mezzi all'Esercito americano in Iraq sono nell'
occhio del ciclone da quasi un mese. Questi soldati, i cosiddetti
contractors, non sono vincolati dalle stesse regole cui sono sottoposti i soldati dell'esercito regolare e in generale il loro comportamento e le loro modalità operative sono state fin quasi da subito oggetto di
forti critiche e preoccupazioni. Il governo iracheno si è più volte lamentato con Washington, ma senza mai ottenere che i militari privati fossero ritirati dal paese. Ad agosto è esplosa la notizia che una di queste PMC è stata coinvolta nel più segreto ed importante piano di controterrorismo della CIA: dovevano spiare i leader di Al Qaeda con l'obiettivo della loro eliminazione fisica. Lo stesso Congresso degli Stati Uniti non era a conoscenza del programma.
Ora si scopre che alcuni soldati privati, i cosiddetti contractors, sarebbero coinvolti nella tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale.A denunciarlo è un ex direttore operativo di una compagnia privata, la ArmorGroup. Ha affermato di aver sentito uno dei suoi agenti vantarsi del profitto che avrebbe potuto ottenere se fosse riuscito ad "acquistare una ragazza per 20.000 $". La stessa guardia affermava di essere entrato in servizio in Iraq solo perchè "conosceva qualche proprietario di prostitute laggiù", secondo quanto riporta NPR. L'ex direttore operativo ha iniziato una causa contro la Armorgroup: dice di essere stato rimosso dal suo posto dopo che due anni fa aveva chiesto al Dipartimento di Stato americano e ai suoi datori di lavoro di investigare sulle attività potenzialmenti criminali in cui si stavano intrattendendo gli agenti della compagnia privata.
Come accadeva in Vietnam negli anni '70 anche in Iraq la prostituzione è un business in continua crescita. Le prostitute sono spesso giovanissime donne cinesi portate nel paese con la forza.