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Vaticano chiama all'ordine le suore americane: troppo libere

Laura Cogo avatar Mercoledì 8 Luglio 2009, 08:32 in religioni di Laura Cogo
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Negli ultimi 40 anni, a partire dal secondo Concilio vaticano, molte suore americane hanno smesso di indossare gli abiti religiosi, hanno lasciato i conventi per vivere in maniera indipendente e si sono dedicate a nuove occupazioni: l'insegnamento universitario e altre professioni, l'impegno in associazioni per i diritti civili e politici o in organizzazioni che servono i poveri e promuovono la spiritualità. Alcune suore si sono rese protagoniste nei movimenti che chiedono alla Chiesa cattolica di concedere anche alle donne la possibilità di diventare sacerdoti.

Il Vaticano però, di punto in bianco, ha ordinato due visite apostoliche di indagine sulle varie tipologie di congregazioni di suore in America. Suor Mary Clare Millea è l'incaricata vaticana che provvederà a stabilire se e quanto le suore americane siano andate fuori dal seminato.

Alcune suore dichiarano al New York Times che il Vaticano e alcuni vescovi americani hanno la precisa intenzione di riportare le suore a stelle e strisce dentro i conventi, di imporre loro nuovamente gli abiti religiosi, di riportare le loro giornate ad essere scandite dalle preghiere quotidiane. E, soprattutto, di riportare le suore a lavorare nuovamente solo all'interno delle istituzioni della Chiesa cattolica, come scuole e ospedali. 

"Ci considerano come una forza lavoro ecclesiastica" dice madre  Sandra M. Schneiders, professore emerito di Nuovo Testamento e Spiritualità alla scuola gesuita di teologia di Berkeley, California. "Siamo religiose e viviamo la vita in totale dedizione a Cristo e da qui nasce la profonda preoccupazione per il bene dell'umanità. Quindi la nostra visione di noi stesse, e la loro visione di noi come semplice forza lavoro sono inconciliabili".

Benedette le suore d'america che sono un passo avanti al maschilismo made in Vaticano che noi conosciamo tanto bene...! Che tristezza.

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01 Set 2010
alle 23:02

carlo

Era ora! qui non si tratta di maschilismo, chi dice questo e' fuori da ogni ragionamento. Perche' le poliziotte o altre donne che prestano servizio in marina, nei carabinieri o in altri corpi, devono indossare una divisa che le identifica? e le suore, no?. Perche'? non sara' che si sta cercando di sfaldare l'ortodossia cattolica come un mosaico a cui si tolgono poco a poco le tessere? Chi sceglie (si spera per vocazione) di farsi frate o suora sa bene quali sono le regole dell'Ordine, i sacrifici, le rinunce, ecc. ecc. e lo fa deliberatamente. Nessuno li obbliga. Non siamo nel Seicento con la monaca di Monza! Se quelle suore non si sentono di collocarsi dentro quei binari, bene, che vadano fuori e si cerchino un lavoro! E' comodo starsene protette nel guscio e "giocare" a fare la suora, indossando pantaloni, gonne, truccandosi e vivendo in case private.

Non sono suore nel vero senso della parola, pur non facendo di per se' nulla di peccaminoso. Ma e' ora che quando incrociamo una suora o un frate o anche un prete, siamo nella condizione di identificarli subito, come a un pompiere, o a un poliziotto o a qualsiasi altra persona che sceglie una professione.

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