Femminile plurale globale
Nicolas Sarkozy ha dichiarato che il burqa non è il benvenuto in Francia. Il completo oscuramento del viso e del corpo di una donna è simbolo di sottomissione e soppressione dell'identità feminile. Il burqa, continua Sarkozy, è pertanto in contrasto con i valori della Francia. "Nel nostro paese non possiamo accettare che le donne siano delle prigioniere dietro un velo, tagliate fuori dalla vita sociale, deprivate della loro identità". Parole dure che vanno in controtendenza rispetto ai recenti orientamenti internazionali, se non altro degli Stati Uniti d'America. Obama nel suo discorso del Cairo lo diceva chiaramente (ne parlavo qui ): il velo non deve essere questione che divide il mondo occidentale da quello arabo-musulmano. Sempre a giugno, durante la visita in Normandia, commentando la legge del 2004 che proibiva nelle scuole pubbliche francesi di indossare veli o altri simboli religiosi, Obama diceva: "Vi dirò che negli Stati Uniti la mentalità di fondo è che non diremo mai alla gente cosa deve o non deve indossare".
In Francia i termini "burqa" e "niqab" sono spesso confusi. Il burqa è l'indumento che copre la donna da capo a piedi e che permette alla donna di vedere il mondo esterno tramite una retina. Il niqab è l'indumento, spesso nero, che copre da capo a piedi ma lascia scoperti gli occhi. E' difficile sapere quante donne in Francia portino il burqa o il niqab, ma dovrebbero essere almeno alcune centinaia. Molto meno comuni quindi questi abiti rispetto al più semplice fazzoletto, o velo, o hijab musulmano, cui forse si riferiva Obama.
E le donne cosa dicono?
Fonte: Associated Press