Femminile plurale globale
La repressione del movimento di opposizione in Iran riguarda anche la repressione del movimento femminista iraniano. Un movimento che nei recenti anni ha conosciuto una enorme fioritura. Contrariamente a quanto riportato dai media, focalizzati solo sulla figura di Zahra Rahnavard , la moglie del candidato riformista Mousavi, l'attivismo politico femminista non è una scoperta dell'ultim'ora in questro paese dalla storia millenaria. Le donne iraniane iniziarono a muovere i primi passi sulla scena pubblica sin dai primi del '900, partecipando alla rivoluzione costituzionale del 1906. Nel 1979 furono le donne a costituire il supporto chiave alla rivoluzione islamica. Durante gli anni che seguirono, le donne si impegnarono in una battaglia più o meno silenziosa per cambiare "da dentro" le leggi che più le discriminavano: il movimento femminista si ritirò a favore di un impegno civile "normalizzato".
Ma l'era di Ahmadinejad ha rappresentato un enorme balzo indietro per lo status e il ruolo della donna in Iran. Ecco il motivo per cui il movimento femminista già da qualche anno, corroborato da giovani e nuove leve, è risorto. E' per questo che è difficile considerare le elezioni scorse come un possibile "punto di svolta" per le donne iraniane (con Mousavi che prometteva, se eletto, di concedere più diritti sociali e civili alle donne). Più che altro, è importante notare come le donne siano state il "punto di svolta" per queste elezioni e per le conseguenze che queste elezioni hanno determinato. Le donne in Iran hanno scelto Mousavi non certo perchè fosse noto come un campione dei diritti femminili (Mousavi era già stato ministro tra il 1981 e il 1989). Le donne hanno scelto Mousavi e lo hanno sostenuto così fortemente per tutto ciò che Ahmadinejad ha fatto in questi anni di governo contro i loro diritti e le libertà che pensavano acquisite.
Il governo di Ahmadinejad ha speso inifinite quantità di soldi in una campagna "progresso" per dire alle donne che il posto giusto per loro era la casa. Le Università sono state costrette a porre un tetto al numero di donne ammesse. Nel 2005 infine il regime lanciava la sua campagna per la "cultura della modestia": primo obiettivo, imporre a tutte le donne di indossare il velo nei luoghi pubblici. Il Centro per la Partecipazione Femminile, fondato durante la presidenza del moderato Mohammad Khatami, è stato sostituito dal Centro per la Donna e la Famiglia, il cui obiettivo esclusivo è appunto promuovere la "modestia".
Klevis, non credo sia importante se chi viene oppresso sia uomo o donna e se l'articolo parla sopratutto delle donne, perché purtroppo in Iran esse sono sì oppresse come molti giovani, ma anche dimenticate come in moltissime zone rurali, e in particolar modo sono oppresse non perché hanno un'altra linea politica, religiosa, ideologica ma perché sono donne.
vi ricordo signora che la ragazza aveva 26 anni, in piu sonno morti anche 140 ragazzi però questo per voi è un detaglio insignicante. La vita di una sola ragazza vale piu di tante vite maschili. Qualcuno di voi giornalisti si è preocupato di informarsi sui nomi di quelli ragazzi? Scometto di no.
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alle 11:27
luca
Iran: Ahmadinejad, abbiamo rotto tabu' su presenza donne al governoTeheran, 27 ago. - (Adnkronos/Aki) - Il governo iraniano considera "basilare" il ruolo della donna nella societa' della Repubblica Islamica e ha contribuito alla possibilita' che ricopra "incarichi di rilievo" nella vita politica del Paese. Ahmadinejad ha quindi ricordato come nelle societa' occidentali le donne siano vittime di ingiustizie e abusi.W l'Iran libero e sovrano.