Femminile plurale globale
Ormai è cosa risaputa che troppo spesso del famoso Made in Italy non rimane che il semplice nome. Forse ancora in pochi però siamo a conoscenza delle discriminazioni e dello sfruttamento in cui si trovano i lavoratori stranieri che producono le nostre belle borsette o i nostri abiti di gran firma. L'anno scorso è venuta alla ribalta internazionale la vicenda dei lavoratori e delle lavoratrici della Desa, azienda turca che produce per alcuni dei più lussuosi marchi europei. Tra le aziende committenti della Desa ci sono: Prada, principale committente, Mulberry, Nicole Fahri (di proprietà di French Connection), Luella, Samsonite, e Aspinalls di Londra.
Ben 44 lavoratrici sono state licenziate perchè si erano iscritte al sindacato: volevano unirsi per cambiare le proprie condizioni di lavoro in fabbrica, i bassissimi salari, gli orari di lavoro eccessivi e le precarie condizioni di igiene, come l’assenza di servizi igienici e di acqua potabile.
Il 24 dicembre Emine Arslan, una delle operaie ingiustamente licenziate, è riuscita a far arrivare il suo caso in tribunale, che ha accolto positivamente la sua istanza: Emine e tutte le altre operaie licenziate dovevano essere reintegrate al loro posto di lavoro. DESA però ha presentato ricorso. Il sindacato internazionale dei lavoratori tessili, la International Textile Garment and Leather Workers Union, intando aveva chiesto alle case di moda coinvolte un incontro per il 20 dicembre 2008. Nessuna delle aziende committenti ha accettato di partecipare. Allo stesso tempo, la DESA improvisamente accettava di incontrare i sindacati per discutere delle loro richieste. Nonostante ciò, i colloqui si sono protratti e a metà gennaio nulla si era sbloccato. Il sindacato ha quindi il forte sospetto che la DESA stia quindi utilizzando tali incontri per fermare la campagna contro le grandi case di moda europee sue committenti: la CLEAN CLOTHES CAMPAIGN (campagna Abiti Puliti ).
La Clean Clothes è una campagna che da più di 15 anni insiste sulle condizioni di lavoro nell’industria tessile globale. Nei prossimi giorni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul vero prezzo del lusso, la Campagna Abiti Puliti porterà in Italia una delegazione di sindacaliste turche capeggiata proprio da Emine Arslan, protagoniste della lotta che da quasi un anno stanno conducendo insieme a molte altre donne e uomini della Desa, azienda fornitrice della Prada, per rivendicare il diritto fondamentale alla libera associazione sindacale.
5 marzo, incontro con la Commissione Etica Regionale della Regione Toscana a Firenze.
6 marzo, appuntamento con il coordinamento delle RSU di PRADA ad Arezzo.
Il 7 marzo 2009 giornata di mobilitazione internazionale nei confronti di Prada. Le mobilitazioni avverranno contemporaneamente a Milano, Londra, Parigi, Madrid e Instanbul.
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