Femminile plurale globale
Continuiamo la nostra discussione attorno ai temi del femminismo.
Molte donne (e molti uomini) ritengono che esistano dei valori peculiari dell'essere donna (una naturale predisposizione verso l'altro, concretezza, sensibilità,dolcezza, desiderio di maternità...etc) che devono essere esaltati, non repressi, rispettati ed accettati per poter arrivare ad un'uguaglianza che rispetti le differenze. Sono i valori che, secondo questo modo di considerare le cose, sarebbero possieduti dalla grande maggioranza delle donne, anche a causa di motivazioni biologiche. Quindi, uguaglianza si, ma nella differenza, che è da preservare, per non perdere la nostra identità di donne.
Secondo il mio punto di vista,
A mio parere, chi si riconosce in questa visione rischia di:
Si è parlato di uguaglianza nella differenza ed è proprio questo ciò a cui dobbiamo guardare per cercare di risolvere questa difficoltà teorica. Ma non nel senso di guardare alle differenze tra uomo e donna, bensì alle differenze interne alle donne stesse. Noi, come donne, dobbiamo vederci differenti le une dalle altre. Non siamo un gruppo omogeneo, così come non lo sono gli uomini.
C'è del resto più somiglianza tra un uomo e una donna che tra qualsiasi altra coppia di creature del mondo. Tra una palma e una roccia ad esempio. Tra un elefante e un telefono. Siamo più uguali di quanto pensiamo di essere. Secondo voi c'è più differenza:
• tra un uomo italiano bianco, 45 anni, libero professionista, laico, gay convivente del Popolo delle Libertà, di Milano, con la passione per gli abiti firmati
• e una donna bianca, 50 anni, infermiera di Brescia, con 2 figli divorziata, della Lega, con la passione per il giardinaggio
oppure tra il primo e:
• e un uomo somalo, 20 anni, immigrato in italia da pochi mesi, venditore ambulante, musulmano, con la passione per il calcio
Non esistono valori peculiari rispetto al genere, esistono situazioni e limitazioni peculiari rispetto al genere. Ad esempio come il fatto che le donne guadagnino come categoria meno degli uomini, che al secondo figlio è probabile che mollano il lavoro, che non sono presenti nelle posizioni apicali. Eccetera. Queste sono le disuguaglianze a cui dobbiamo mirare. Non le altre.
Non possiamo ignorare o tralasciare i conflitti o le differenze, esistenti tra noi donne, ma dobbiamo continuare ad articolarli e ad esaminarli ascoltandoci. Diamo voce alle differenze che esistono tra di noi: è l'unico modo per capire quanto noi tutti esseri umani siamo uguali.
Concludo con questa frase della femminista Audre Lorde:
Il dilemma di trovare la CATEGORIA DONNA.
Questo di Vicki Noble potrebbe essere un saggio con una tesi non considerata http://www.ibs.it/code/9788850209989/noble-vicki/risveglio-della-dea.html
Lo sto leggendo quindi non formulerei un'opinione definitiva, ma è documentato da riproduzioni di reperti archeologici che supportano la sua tesi ...
alle 11:34
Oriana
Aggiungo questo link di approfondimento, sul Risveglio della dea ossia "Shakti Woman. Feeling our Fire, Healing our World" di Vicki Noble: http://www.universitadelledonne.it/girardini.htm