Femminile plurale globale
L'emittente televisiva svedese Sveriges Television manda in onda dal tre novembre un programma settimanale chiamato Hahal tv. A presentarlo sono 3 conduttrici un po' speciali: giovani, velate e integraliste islamiche. Dalhia El Assem, velo nero, nella vita e’ igienista odontotecnica; Khadija El Khabirj, velo rosso, madre casalinga; Cherin Awad, velo verde, fa l’avvocata. In diretta, nascono subito i problemi: si son rifiutate di stringere la mano di Carl Hamilton, cronista che avevano invitato in studio per un’intervista.
Lui c’e’ rimasto male e ha sbottato,"in Svezia noi ci stringiamo la mano…Il problema e’ che voi venite qui e non volete stringere la mano, allora il problema siete voi!".La bufera mediatica si inasprisce e scoppia anche a causa del fatto che una delle ragazze, Cherin, denuncia Dirsa Deminbag Stern, scrittrice d’origine turca, nel passato non ha mai preso una posizione netta contro la lapidazione delle donne adultere. Le associazioni islamiche svedesi (ricordiamo che su 9 milioni di abitanti, i musulmani in Svezia sono da 250 a 400 mila) sostengono che questo programma potrebbe seriamente danneggiare la comunita’ musulmana svedese: "In Svezia vivono 400mila musulmani, molti sono arrivati qui fuggendo regimi oppressivi e integralisti. Altri sono atei o non praticanti. Adesso ci ritroviamo tutti rappresentanti da tre ragazzotte che si coprono i capelli sotto un velo, e rifiutano di stringere la mano ad un uomo. La Halal Tv e’ un’insulto alla societa’ laica!". Mohamed Sara, presidente di un’associazione contro la violenza e l’oppressione e’ arrivato a paragonare le loro opinioni a quelle dei Talibani in Afghanistan.
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