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Non è un paese per donne

Laura Cogo avatar Sabato 5 Luglio 2008, 07:52 in Dis/Uguaglianze italiane di Laura Cogo
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Ecco l'ultima novità che viene dall'Italia, paese all'avanguardia in termini di uguaglianza tra i generi e rispetto delle differenze:

Non bastava la detassazione, senza se e senza ma, sugli straordinari (in un paese in cui le donne guadagnano già appena i tre quarti di quanto guadagnano gli uomini, secondo voi gli straordinari poi chi li farà: mamma o papà? Questo mentre l'OCSE ci  ripete per l'ennesima volta che questo divario deve diminuire... )

Non bastava nemmeno la scandalosa 'minaccia' di taglio al fondo per la lotta e la prevenzione alla violenza contro le donne (20 milioni di euro che erano stati faticosamente racimolati durante la scorsa legislatura e che ora rischiavano di essere cancellati per coprire taglio dell'ICI ).

Si, è tutto vero, non è uno sbaglio. Forse non lo sapevate, del resto questa notizia non ha avuto grande risonanza da parte dei nostri media. Ma c'era già qualcuno che minacciava di fare manifestazioni di protesta, le mail si intasavano di messaggi da parte di operatrici dei centri anti-violenza che si dichiaravano allibite e chiedevano giustizia, associazioni femminili sul piede di guerra...

Ma la parte più  interessante era arrivata con il Question time del 5 giugno al Senato, quando la Ministra Carfagna, la Ministra delle Pari Opportunità dell'Italia, era riuscita a dire che:

- tuttosommato non era un taglio così 'drammatico' visto che solo pochissime donne si rivolgono ai centri anti-violenza

- che forse alle donne faceva più comodo non pagare l'ICI che sapere che il loro governo si impegnava a lottare contro stupri e violenza familiare.

Ora l'allarme sembra rientrato: nel decreto fiscale non si parla più di questo taglio. Da ringraziare alcune delle nostre parlamentari che (sia a destra che a sinistra) hanno presentato un emendamento per far rientrare quello che sarebbe stato un vero e proprio 'colpo basso' ai diritti delle donne. Donne come Laura Ravetto, del Popolo della libertà, che ha presentato l'emendamento e che ha dichiarato: "Rimettere quei 20 milioni di euro è una mia battaglia personale, una battaglia di civiltà" o come Emilia De Biasi, deputato milanese del Partito democratico, ha raccolto un dossier e l'ha mandato a mezzo mondo per far conoscere quello che stava succedendo.

Oggi però, l'ultima è questa: il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008  abolisce l'obbligo, per i lavoratori, di utilizzare la nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie. 

Eh? Cosa centrano le donne? Eh.

Questa norma era stata introdotta nell'ottobre 2007 per prevenire le cosiddette lettere di dimissioni in bianco, veri e proprie minacce preventive di licenziamento, utilizzate particolarmente nei confronti di giovani donne e stranieri. In pratica si firmava in bianco il proprio licenziamento e poi la lettera rimaneva al atore di lavoro, in attesa di un suo possibile utilizzo. Perchè? Perchè se capita che rimani incinta, io datore di lavoro, posso lasciarti a casa senza dovermi dannare per assumere qualcuno durante la tua maternità. Era una pratica che era inziata a  a tornare in voga  negli ultimi anni.

Ecco che con questo decreto si stabiliva una precisa norma per evitare questi abusi i potere: le dimissioni volontarie avrebbero dovuto essere compilate su moduli numerati progressivamente. In questo modo si evitava che potessero essere compilati prima.

Siccome era una cosa buona e giusta, han pensato bene di cancellarla. Noi intanto rimaniamo a guardare...attonite!

 

2
2 commenti
2
08 Lug 2008
alle 16:51

pluto

nella presentazione del tuo blog si dice che sei "masterizzata" ?

 povero italiano

1
07 Lug 2008
alle 15:45

Arianna

Non è decisamente un paese per donne.

Bello questo blog, ho dato una letta a dei post precedenti: molto interessanti, molto preoccupanti invece certi commenti. Da brividi.

Continua così, ti ho messa fra i miei preferiti!

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