Femminile plurale globale
La BBC ha pubblicato oggi un articolo sul sito Women on Web: un sito dedicato alle donne che si trovano nei paesi in cui l'aborto è illegale e che vogliono interrompere la gravidanza. Il sito offre la possibilità di comprare il medicinale on-line (70 euro), e poi la spedizione raggiungerà i 4 angoli del mondo, completa di foglietto e prescrizione medica. In una pagina del sito si trovano le testimonianze delle donne che hanno effettuato l'aborto con Women on Web: di tutte le religioni, per tutti i tipi di ragione, da tutto il mondo, dalla Irlanda, alla Cina.
I medicinali che Women on Web fa arrivare alle donne sono il mifepristone e il mosoprostolo: il pratica si tratta della famigerata RU486 non ancora disponibile in Italia (anche se l'azienda ha oggi sporto denuncia in quanto sostiene che i farmaci che Women on Web fa arrivare alle donne non conterrebbero questi componenti, ma semplice paracetamolo...), ma solo in alcune regioni, come il Trentino.
Il sito sostiene di lottare contro le morti per aborto clandestino: quando le donne abortiscono clandestinamente, magari con materiali appuntiti, con beveroni spaventosi o lavande molto pericolose, rischiano la vita. Per questo, riuscendo a fornire la pillola direttamente a casa, il sito sostiene di salvare vite. Ma questo, è tutto da vedere, in nessun paese del mondo è consentito prendere la Ru486 in assenza di assistenza medica, non è un farmaco esente da effetti collaterali.
Eppure forse questi effetti collaterali sono un male minore rispetto alle morti per perforazione dell'utero o delle donne che decidono di buttarsi giù dalle scale sperando che il trauma porti all'aborto. Sono tutte cose che succedono, nei paesi dove l'aborto è illegale o dove l'accesso è complicato, difficile o ristretto.
Eccovi tradotto l'articolo della BBC:
"Alcune donne dei paesi in cui sono limitate le possibilità di abortire stanno usando Internet per comprare medicinali che permettono di abortire da casa.
Le donne del Nord Irlanda e di 70 altri paesi stanno usando uno dei principali siti web sul tema, Women on the Web. Una inchiesta del Giornale di Ostetricia e Ginecologia inglese ha rivleato che l'11% di queste donne ha dovuto ricorrere ad un intervento chirurgico dopo aver assunto i medicinali.
Ma gli attivisti anti-aborto hanno definito lo sviluppo di questi siti come "molto preoccupante".
La ricerca sulle donne che sono ricorse all'aiuto di Women on Web ha rivelato che circa l'8% di loro non ha poi usato i medicinali che avevano ordinato. Circa l'11% ha dovuto eseguire un intervento chirurgico in seguito, sia perchè i medicinali non avevano completato l'aborto o per sanguinamento eccessivo. Circa 200 donne hanno risposto alle domande fatte dalla rivista: il 58% ha detto che erano grate per aver potuto effettuare un aborto in questa maniera, mentre il 31% ha detto che è stata un' esperienza stressante ma accettabile.
Women on the Web invia i medicinali solo nei paesi in cui l'accesso all'aborto è fortemente ristretto e alle donne che dichiarano di essere sotto le nove settimane di gravidanza.
Una donna americana, che ha una rara complicazione medica che comporta che le sue gravidanza siano un pericolo per la sua vita, ha descritto la sua esperienza di utilizzo del sito mentre era in Tailandia.
"Women on Web si è tenuto in contatto con me via e-mail. I medicinali sono arrivati attraverso la dogana, appropriatamente impacchettati, con il foglietto medico completo e la firma di un medico."
"Da altri siti i medicinali arrivavano in confezioni senza nome, senza istruzioni o ricette...è abbastanza spaventoso"
"Non è stato molto tempo fa, solo 3 o 4 settimane. Mi è andato tutto bene."
"Penso sia molto importante che le donne abbiano questo tipo di risorsa nei momenti in cui ne hanno bisogno. E possono averne bisogno per un numero svariato di ragioni".
La Family Planning Association del Nord Irlanda ha ricevuto molte telefonate da parte di donne che avevano intenzione di comprare medicinali abortivi on-line. La FPA ha detto che in 2 occasioni le donne avevano comprato le medicine senza avere una completa informazione dal punto di vista medico. Hanno avuto complicanze e hanno avuto bisogno di cure in seguito. La direttrice dell'FPA Audrey Simpson, ha dichiarato: "Il sito Women on Web è molto utile e rispettabile. Ma sta incoraggiando le donne del Nord Irlanda (dove l'accesso all'aborto è molto ristretto ) ad infrangere la legge e noi come associazione dobbiamo lavorare nel rispetto della legislazione. Siamo molto preoccupati che le donne possano accedere a siti 'poco affidabili'. Sappiamo che sta già succedendo. Ci possono essere complicazioni mediche anche molto serie per le donne che si rivolgono a questi siti e questa potrebbe essere la nuova era dell'aborto clandestino".
Gli attivisti anti-aborto dicono di essere sconvolti da siti come questo.
Josephine Quintavalle, del gruppo Comment on Reproductive Ethics, ha dichiarato: "E' davvero molto preoccupante. Rappresenta un'ulteriore perdita sul significato del la vita. Significa riportare l'aborto nell'ombra. Questi medicinali hanno effetti collaterali e il numero delle tragedie salirà".
Cliccando sul link relativo all'Irlanda del nord sul testo, si può scoprire come l'Irlanda del nord abbia beneficiato di una DEROGA alla legge che rendeva l'aborto legale in Inghilterra nel 1967.
Immaginate altrimenti come tutte le donne dell'Irlanda (del sud) sarebbero andate ad abortire nella regione del nord...
Prego.
Non era in Irlanda che era proibito l'aborto? Anche in Irlanda del Nord è proibito, anche se è parte del Regno Unito?
Complimenti per l'articolo e per la sua completezza.
alle 21:18
Matteo
Ciao Laura, mi sa che c'è un errore: non è Women on Web a spedire paracetamolo, ma delle ditte-truffa, che Women on Web contribuisce a denunciare!
Se ci pensi ha anche piu senso: perchè un'associazione favorevole all'aborto dovrebbe spedire a chi chiede di abortire del paracetamolo? Per tradire la fiducia delle donne che vogliono abortire? Come vedi, anche nell'articolo della BBC non si parla di niente del genere!
E, anche se può sembrare un dettaglio, i 70 euro non sono per comprare le pillole, ma una donazione per mantenere il servizio: in altre parole, l'associazione non può trarre profitto da quei soldi, ma solo spenderli per mantenere attivi il sito e la campagna.