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La Clinton lascia la corsa, quale eredità alle donne USA?

Laura Cogo avatar Martedì 10 Giugno 2008, 09:51 in Internazionale, rappresentanza di Laura Cogo

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Dopo le ultime elezioni perse in Sud Dakota e Montana il 3 giugno scorso, Hillary Clinton ha abbandonato la corsa per le primarie democratiche. La sua sconfitta a favore di Barack Obama ha deluso le speranze delle moltissime donne, non solo statunitensi, ma di tutto il mondo, che negli ultimi mesi avevano creduto  nella concreta possibilità di vedere la prima Presidente donna degli Stati Uniti. Eppure la sua candidatura è destinata a lasciare un segno indelebile nella politica di oltreoceano.  La prima eredità che la Clinton lascia sta nel "numero di donne a cui ha dato la speranza di potersi candidare e vincere. Ha rotto il soffitto di marmo della politica" ha detto Eleanor Smeal, presidente della Feminist Majority Foundation.
 

La sua campagna sta già ispirando più donne a candidarsi e ad entrare nel mondo della politica.  Una responsabile di The White House Project, una organizzazione che promuove dei programmi di formazione a livello nazionale per donne che intendano entrare in politica, sostiene: "Un sacco di donne si stanno entusiasmando e coinvolgendo in politica. Per ora stiamo assistendo a questa infusione di nuova energia femminile, e ne vedremo i risultati concreti nel prossimo paio di anni, con le elezioni".

Di fatti, i numeri parlano chiaro. Durante queste primarie è incredibilmente aumentato il numero delle donne che si sono recate ad esprimere il loro voto, come confermano i dati usciti dagli  exit polls. Inoltre, se fino a queste primarie le donazioni individuali fatte da donne rappresentavano meno del 30% del totale, quest'anno le donne sono state responsabili di quasi la metà delle donazioni individuali per Hillary, e del 42% per Obama, secondo il  Washington-based Center for Responsive Politics.

La candidatura della Clinton ha anche svelato il forte sessismo e la misoginia dei media statunitensi. Tra i vari episodi poco 'brillanti' da parte dei media USA, ricordiamo: le foto che la ritraevano impietosamente senza trucco, che hanno fatto il giro del mondo; le pesanti affermazioni di un giornalista di primo piano della MSNBC su sua figlia Chelsea (in seguito il giornalista fu costretto ad una sospensione); il fatto che a gennaio, appena agli inizi della campagna, la maggioranza dei commentatori televisivi dava praticamente per scontata la vittoria di Obama e invitava la Clinton a ritirarsi. Come sostiene  Clare  Giesen, direttrice del National Women's Political Caucus, di Washington: "Questa campagna ha svelato un livello di sessismo nei media di cui non avevamo ancora compreso l'estensione e la profondità. E' fuori controllo. Ovviamente" continua la Geisen "ci sarà un secondo atto dopo queste elezioni: anche se avesse ottenuto la nomination, ci saremmo  preoccupate di far comprendere come esista una vera resistenza, e paura, verso le donne nelle posizioni di potere. E abbiamo un sacco da fare per cambiare la mentalità".

Dall'altro lato della medaglia, la campagna della Clinton ha distrutto stereotipi ricorrenti come quello per cui le donne non sarebbero abbastanza "forti"    rispetto agli uomini e ha provato che esse possono competere e anche vincere una  campagna elettorale di primo livello. Barbara Lee, fondatrice della Barbara Lee Family Foundation, una fondazione che supporta progetti per  l'aumento della rappresentanza femminile in politica e nei media sostiene: "La sua campagna è stata un trionfo. Ora  potremo dire con fiducia alle nostre figlie che, si, da grandi potranno fare le Presidenti degli Stati Uniti".

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2 commenti
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11 Giu 2008
alle 15:12

Laura Cogo

thanks!

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11 Giu 2008
alle 10:47

Klaus

bellissimo post !

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