
Non siamo nel Medioevo. Non siamo negli angoli (da noi presunti) più bui della terra, dove il rispetto dei diritti umani è ancora un'utopia. Siamo in Italia, Caserta, Santa Maria Capua Vetere: è il 1990, una ragazza di nemmeno 30 anni ha una storia con un suo paesano. Lei rimane incinta. La famiglia scopre tutto...e non gradisce. Non gradisce affatto.
Il figlio, che partorisce, viene dato in affido a dei parenti. La ragazza invece viene rinchiusa in una stanzina della casa di famiglia. Non ne uscirà più...per 18 anni, fino a questa mattina verso le 13 quando i Carabinieri hanno fatto irruzione nella casa e l'hanno liberata, sembra dopo una denuncia da parte di un vicino. I militari raccontano di aver trovato la donna, che ora ha 47 anni, in condizioni igienico-sanitarie spaventose che hanno definito «indescrivibili». La donna manifestava inoltre evidenti problemi psichici ed è ora ricoverata al Policlinico di Napoli.
Altro che Austria, i mostri stanno dappertutto e anche questa volta a pagare con la vita è stata una donna. Avranno anche ragione i nostri politici quando dicono che la famiglia è l'istituzione più importante d'Italia, che non tutte le persone che vivono assieme e che si amano si possono chiamare famiglia eccetera...ma di famiglie in Italia ce ne sono tante. Questa è una. Delle tante.
Che lo Stato faccia qualcosa per lenire il degrado culturale e sociale che sembra trasparire a chiare lettere da questa vicenda. Giustizia per questa donna!