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Giu 0811

Alessandra e le altre

Pubblicato da Laura Cogo alle 00:30 in violenze italia


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Se dovessi fare un post per ogni caso di violenza sulle donne in Italia, dovrei parlare solo di questo. Ma la storia di Alessandra mi colpisce, forse sarà che era così giovane, 21 anni. Lei è morta il 9 giugno a Bergamo.

Il suo assassino si chiama Mohamad Safi, giovanissimo pure lui, 25 anni, ma già con due figli a carico e una moglie che però l'aveva lasciato tempo addietro, dopo che il loro rapporto si era sgretolato (sarà mica che lui era violento anche con lei?).

Alessandra l'aveva conosciuto qualche mese fa, si era innamorata di lui, aveva lottato contro i suoi genitori che non volevano che lei si trasferisse da lui a vivere. Ma lei aveva deciso. Era fatta. Però forse Safi non era del tutto convinto, forse si era già stancato di lei, forse voleva ritornare con la moglie, che i vicini dicono sia passata per casa di Safi qualche giorno fa.  In verità non si sa ancora niente di certo sul motivo per cui Mohamad e Alessandra l'altra mattina si sono messi a litigare e urlare. I vicini sentivano. Poi ad un tratto lui va in cucina prende un coltello, torna in salotto e la trafigge con 4 coltellate. Alessandra, 21 anni muore così, nonostante i tentativi di rianimazione.

Alessandra non è la prima a morire quest'anno per mano del compagno. E non sarà neanche l'ultima. Ci sono delle morte viventi che vivono in mezzo a noi.  L'anno scorso siamo arrivati oltre a 60 donne. Quest'anno secondo le leggi della probabilità potrebbero essere altrettante. Sono le donne che magari oggi hanno preso un calcio, domani uno schiaffo e che tra due mesi verranno pestate a morte. Sono quelle che hanno paura di uscire dalla casa rifugio per veder comparire da qualche parte l'ex compagno che le minaccia di morte. Sono quelle che non lo sanno ma il marito deve liberarsi di loro e tra poco tempo tirerà fuori la pistola e boom. 

Non mi sembra di essere troppo drammatica, perchè la realtà è questa. Come se non bastasse, tante di quelle morti potrebbero essere evitate se in questo paese ci fosse una legge che tutelasse queste donne (vedi ad esempio quella in discussione attualmente sullo stalking), se i centri antiviolenza ci fossero in ogni città e funzionassero bene, se le forze di polizia rispondessero con efficacia alle chiamate di queste anime terrorizzate, se per una denuncia di violenza non ci volessero anni  e anni prima di ottenere qualcosa.  

Tante di queste donne non sarebbero neppure a rischio se  in questo paese le donne vivessero in una situazione sociale ed economica più favorevole. Perchè sai, se non hai un lavoro, se fai la mamma a tempo pieno e il punching-ball a tempo perso per tuo marito....beh allora ci sono alcune limitazioni alla tua capacità di autodeterminazione

In questo paese la violenza sulle donne è alta. Cerchiamo almeno di chiamarla per quello che è. Delitto passionale? Ma che vuol dire....che ti uccido perchè ti amo?  Evidentemente secondo chi ha inventato questa ironica doppietta, sì.

In verità io ti uccido perchè sei donna, sei la mia donna, nella fattispecie. E io non ti amo, ti domino in quanto uomo. Questa è la violenza di genere: il prodotto della discriminazione di cui soffrono ancora le donne nelle nostre società. 

C'è chi non le assume in quanto donne, c'è chi le retribuisce meno in quanto donne, c'è chi le fa fare le serve in quanto donne, c'è chi non pensa siano all'altezza in quanto donne, c'è chi non le vota in quanto donne, c'è chi le usa come oggetti in quanto donne, c'è chi le uccide in quanto donne. Non mi sento felice di essere una donna a questo punto. In quanto donna, se nascevo uomo...forse era meglio. 

 

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Commenti

1. eugenio, Mercoledì 11 Giugno 2008 ore 10:58

Ti vorrei far sapere che se nascevo donna forse era meglio è l' ennesimo post che leggo su questo argomento, lecito ci mancherebbe, ma mi costringerete a fare un blog mio, visto che qui le risposte sono limitate dal numero di caratteri.
Un uomo che ha affrontato gia 3 processi e 11 denunce, sempre assolto ancora perseguitato, da una DONNA.

2. Laura Cogo, Mercoledì 11 Giugno 2008 ore 15:11

Caro Eugenio, ci dispiace sentire delle tue vicende, come ci è spiaciuto sentire di Alessandra. La violenza sulle donne è un dramma a cui non si è ancora data una risposta forte nè dal mondo della politica, nè dal mondo della giustizia, nè dal mondo della scuola. Tantomeno dagli uomini. Per questo noi donne ne parliamo tanto...ancora. E non saremo mai stanche.

Ti suggerisco di provare a dare un occhio a questo sito:

www.maschileplurale.it

Sinceramente non capisco che relazione ci possa essere tra la tua vicenda personale, pur grave, e il tema della violenza sulle donne,

in bocca al lupo per il tuo blog,

Laura 

 

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