Femminile plurale globale
Secondo l'Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani), le violenze domestiche sono la seconda causa di morte in gravidanza, dopo l'emorragia, per le donne di età tra i 15 e i 44 anni; è il 40-50% delle donne con dolore pelvico cronico ad avere una storia di abuso fisico e sessuale alle spalle e la stessa cosa accade in quel 30% dei casi di donne in gravidanza che presentano disturbi gastroenterici organici o funzionali.
Di portata incredibile anche le conseguenze sulla salute psichica: un terzo delle donne affette da depressione grave, e di quelle che tentano il suicidio, ha subito violenza da parte del partner, mentre la prevalenza del "disordine da stress post-traumatico" nelle donne abusate è di circa il 60%, contro il 10% della popolazione totale.
Qualche tempo fa l'Istat ha diffuso i dati relativi alla violenza in famiglia dimostrando che in Italia sono oltre 14 milioni le donne che hanno subito violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita; la maggior parte delle violenze sono ad opera del partner e oltre il 90% non è stato denunciato.
Disarmante il fatto che l'età media delle vittime si stia abbassando drasticamente al punto che, sottolineava l'Istat, il 6,6% del totale ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
Sciorinati i dati e le percentuali, cosa resta?
La consapevolezza che forse, anzi senza forse, i Governi nazionali dovrebbero fare di più, e meglio, per contrastare la violenza domestica e che la riconoscano come reato penale.
Perchè parlare di usanze, riti religiosi e problemi tra le mura domestiche non solo non serve a modificare la situazione ma anzi tende a calcificarla e a renderla privata. Quando invece privata non è.
Vi rimando ad Amnesty International per un interessante approfondimento.
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alle 15:06
mary
giubizza xke nn esci un po a farti un giro?
veruska i tuoi post sn molto interessanti ma cancella i commenti di questi idiota...