Femminile plurale globale
La riporto così come mi è arrivata in email, giusto giusto per fomentare un pò:
"Ho saputo di alcuni blog (ohoh, ohoh) dove la lunga festa del premio di donna è web 2007 è continuata. Come tutti i premi ci sono le scontente, le incredule, le valorizzatrici, le entusiaste, le criticone. Come già detto nel workshop sul web 2.0 tenutosi dopo la giuria (10.30 -15.00 !!! ) durato fino alle 18.00, tanto che non ho potuto cambiarmi e mettere il mio tubino nero e il tacco a spillo che fa tanto giurata giusta e autorevole
(infatti io vado talmente fiera delle mie scarpe che le pubblicizzo ovunque!). Dicevo, come già detto non amo i blog in generale con rare eccezioni e per questioni di tempo e di energie non ne faccio quasi mai parte. Non ho nulla da aggiungere a quello fatto e detto tranne che tutto è migliorabile e che l’arte del riconoscimento del valore delle altre è ancora purtroppo poco praticato tra le donne. Tornando a casa mi sono chiesta spesso se avevo guardato bene, se avevo votato bene, se avevo valutato bene. Eravamo in sette, mancava la clerici ma per il resto eravamo perfette. E' giusto e corretto che ognuna/o dica la propria e sia ascoltata/o. Mi piace sentire le donne che hanno partecipato condividere il loro pensiero. Di uno dei due blog inoltratomi è curioso però notare che parte da un uomo che non ha neanche partecipato, post forse suggerito da qualcun altro cha ha partecipato ma non vuole esporsi etc etc. Questo è quello che non mi piace dei blog, l’uso di nick name, mancanza di facce, mitragliate a zero. Va bene, va bene così. Così è il web, così sono i premi, pensate che dopo 7 anni mi chiedo ancora perché ho preso l’internet key award a suo tempo o il mediastars. L’anno dopo ho fatto parte della giuria anche in quella occasione e devo dire fu molto meno partecipata di questa e molto più riconosciuta. Forse perché per noi questo premio è più importante? Voglio dire però che l’idea del premio toblerone (splendido titolo: e che non ce lo so??) è venuta anche a me, miope come sono ho pensato che lo fosse davvero e che fosse carino regalare un sano antidepressivo al cioccolato alle seconde arrivate.
Adele sei la solita esagerata: riconoscere valore regalando una targhetta! Cosa ti viene in mente, se una è seconda è seconda, premio di consolazione e via…. da ingurgitare e cancellare per sempre. Adoro le cose che spariscono: lasciano spazio ad altre. orrei condividere con voi una cosa scritta da un grande maestro come Munari e che dopo tanti anni riscopro sempre più valido, cose che ha detto più di 20 anni fa e che John Maeda riscopre oggi scrivendoci un bel libro : “Le leggi della semplicità” ed Bruno Mondadori.
Queste parole le sento vicine al mio modo di pensare il design in tutte le sue forme. Design termine anglosassone che ricordo significa ”progetto” (web design= progetto del web). Per quelli che vogliono sapere la logica, naturalmente questa è la mia, non quella della giuria tutta. Le donne che hanno formato questa giuria erano veramente tutte di grande valore professionale ed umano, tanto che io mi sono sentita piccola piccola, quella che guarda un pò solo le figurine da buon art. Vi amo sempre e comunque tutte. E non mi assolvo perché come cantava De Andrè: “anche se voi vi sentite assolti sarete per sempre coinvolti”.
Bruno Munari in “design e comunicazione visiva” scriveva: “Semplificare e' più difficile. Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme,azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c'è in più. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura? Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l'essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode.... La semplificazione è il segno dell'intelligenza, un antico detto cinese dice:
quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte"".
E quindi? Semplificate, chiamate la Clerici e Anna Moroni e al posto del Toblerone di cartapesta ne regalate uno di cioccolato? Oppure fate chiarezze sulle categorie, decidete che si tratta di un premio di design e non lo rendete un semplice modo per fare pubblicità alla Versilia e a Viareggio?
Io non ho mica capito, sarà la stanchezza... ma tanto la mia idea l'ho già espressa, e senza nascondermi dietro un nick:) Utilizzando un blog. Anzi due. Però chiedo venia: Munari e De Andrè lasciateli dove sono...
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alle 11:46
DS
Eh no! L'idea della Moroni e delle Clerici era mia! Voglio almeno un riconoscimento: le tagliatelle di nonna pina cantate live sotto la finestra di casa mia dalla Clerici in persona!!! ;)