Femminile plurale globale
Qualcuno le ha già ribattezzate le Sarkozettes, a mò di suffragette dell'ultima ora che all'Eliseo potrebbero però ricoprire un ruolo non indifferente.
Al di là dei nomi stupisce la capacità di Nicolas Sarkozy di calamitare intorno a sè, a meno di 48 ore dalla proclamazione ufficiale, non solo l'attenzione per la vittoria ma anche per la scelta di un esecutivo formato in larga maggioranza da donne.
Come se fosse un evento di chissà quale portata (evidentemente lo è, almeno da noi è percepito in questo modo) la stampa tutta ne parla mentre il neo presidente si ritira in un eremo.
Comunque Sarkozy deve aver pensato che, siccome molti dei voti ricevuti sono arrivati dalla componente femminile che in lui ha visto la speranza di un futuro migliore, sarebbe stato giusto attribuire alle donne un peso politico non indifferente.
E di questo, al si là delle sue idee, non possiamo che essergli grate anche se ci chiediamo come mai l'uomo del cambiamento, come lui stesso si è definito, abbia ben pensato di posizionare nelle alte gerarchie del potere due uomini, François Fillon e Claude Guéant, rappresentanti di una linea politica al maschile e conservatrice.
La scelta più azzeccata, in questo momento, sarebbe stata quella di affidare ad una donna con gli attributi le chiavi del palazzo così da dimostrare che il tanto declamato cambiamento sarebbe davvero arrivato.
Nonostante questo se fossi francese mi lamenterei per la vittoria di Sarkozy, meno per le sue scelte che premiano in qualche modo le donne che valgono senza per questo ricorrere alle quote rosa.
In Italia invece di quote rosa si discute ancora, ci si chiede ancora quando sarà possibile candidare una donna alle alte cariche dello Stato e qualcuno decide di organizzare una cena a Roma per presentare la sua iniziativa politica al femminile.
Il punto resta però uno solo: la parità tra i sessi dovrebbe essere la norma che regola il mondo reale e, per questo, il punto di partenza per riorganizzare la politica, attualizzarla e svecchiarla.
Uomini e donne dovrebbero lavorare insieme, sempre, per evitare quella ghettizzazione fatale per lo sviluppo organico della società; a parole Sarkozy dimostra di aver capito questa regola e l'Italia invece di chiacchierare dovrebbe prendere esempio e adottare come norma la regola del 50 e 50, di quella parità che passa non per la condizione di genere ma per le abilità del singolo.
Io la vedo dura e lontana, voi?
alle 19:10
kirara
ankio la vedo dura...bisogna scendere in piazza ma ora le donne non sono + come quelle del settanta o quaranta:
1. sono tonte xke pensano di essere importanti x la loro avvenenza...
2. si sono illuse ke c'è parità di sessi..naturalmente xke non si informano...