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Donne in Rete e in società, il dibattito è aperto (2)

Veruska Anconitano avatar Mercoledì 30 Maggio 2007, 13:45 in Media di Veruska Anconitano
A Ballarò il ministro Santagata ha parlato delle donne come di un "problema" di rilievo di cui tenere conto nella gestione della res pubblica.

casalingaE siccome siamo considerate problemi, c'è chi a seguito del FemCamp di Bologna ha ben pensato di aprire un post in cui sostiene che le donne non debbano sentire la necessità di farsi ascoltare.

Ne parla Roberta su Grazia, riportando le parole di Samuele Silva (che per inciso si sta facendo un bel pò di pubblicità gratuita!) secondo cui "le donne dovrebbero smetterla di piangersi addosso ma dovrebbero rimboccarsi le maniche. Perchè il vittimismo non è il sistema migliore per risolvere problemi che quasi non esistono" e secondo cui "il mondo è fatto così: è inutile lottare per qualcosa che non esiste, che non esisterà mai e che, in realtà, non vogliamo"

A parte che credo trattasi di provocazione bell'ebbuona, ammesso che Silva abbia scritto ciò che pensa sono convinta che sia troppo facile fare affermazioni qualunquiste quando non si è coinvolti in prima persona nel problema; o meglio, si è coinvolti nel problema ma come parte dominante, come elemento forte e creatore di discriminazione.

legrazieLa discussione prolifera e l'intervento più interessante è proprio quello di un uomo, Suzukimaruti, che prova a invertire le parti provocando Silva: "prova a pensarti vittima di un'ingiustizia: non faresti di tutto per cancellarla o, nell'impossibilità di farlo, di mitigarla?".

Gira che ti rigira il discorso è sempre quello, ripetitivo e monotona ma assolutamente attuale: la donna conta poco e quando si cerca di farla contare lo si fa solo perchè è politically correct, perchè lo dice l'Unione Europea, perchè servono voti.

Qualche giorno fa su Wittgenstein è apparso un manifesto relativo alla necessità che siano ripensati i modi della politica a partire dalla ricollocazione delle risorse: si sostiene la necessità per la politica di svecchiarsi e fare spazio ai giovani. E, contestualmente anche se non esplicitamente, si sostiene la necessità di fare largo alle donne.

Quel che mi chiedo io è: i giovani questo spazio non possono almeno cominciare a prenderselo? A sgomitare per averlo? A sbattersi a destra e sinistra per trovare un posto nel mondo?

Noi donne ci proviamo da parecchio, qualcuna ci è riuscita, molte nuotano e provano a non annegare, altre ci rinunciano in partenza e altre dicono "Stop" quando proprio non ce la fanno più.

Ecco esattamente come ritengo poco credibile la proposta di Wittgenstein, così come quella del tale che ha proposto il patto generazionale (voglio ben vedere se questo signore, poltrona in mano, arrivato ad un determinata età ritenga giusto ritirarsi a vita privata per dare spazio ai giovani!), ritengo poco credibili anche quelle che sostengono che determinati ruoli debbano essere concessi alle donne dall'alto, con decisioni sub-judicio: meglio sgomitare che essere passive, meglio provarci che aspettare che qualcuno ci "regali" qualcosa.

Perchè la questione femminile esiste ma non esiste in astratto, non è elemento di discussione atto a strumentalizzare sempre e comunque la differenza di genere uomo-donna per tirare acqua da una parte o dall’altra.

La differenza dovrebbe essere il punto di partenza, non di arrivo... dovrebbe!

Intanto, a proposito di partecipazione di donne alla politica e in società guardate cosa ho trovato cliccando qui: fosse che fosse la volta buona?

Via: meemedesima2  

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2 commenti
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09 Lug 2009
alle 03:08

pipino

Messaggio in bottiglia a tutte coloro che: "Cerco uomo sensibile e sincero. No alle fregature" ecc. ecc.
p.s. scritto di getto e senza rilettura.

Ma piantala e svegliati. Voi donne avete un potere enerome e sei una delle poche che non l'ha ancora capito.
Ho 40 annni, ho avuto una trentina di donne nella mia vita (chi una notte chi 3 anni). Credo di saperne qualcosa ormai. L'80 per cento stronzissime, con me e con tutti gli altri uomini.
L'ultima con cui sono stato, aveva il tipo precedente che la menava. Continuava a insultarla allora un giorno va casa di lui a dirgli di piantarla. Il pirla mi aspetta con la mzzza. Facciamo a botte e finiamo tutti e due a terra. Finisce li', lui un po' concio io un po' concio.
Dopo un mese la "povera donna" torna con il picchiatore e ci sta ancora assieme tra un cazzozzo e l'altro. Fosse l'unica.
Ah ricordo un'altra ancora. Mi ha mollato perché "tanto tu puoi sopportare bene". "E perché mi hai mollato per quel bambacinone?" le domando(questa almenon non viene menata). Risposta: "perché se lo mollo piange e non voglio farlo star male. Povero"
Allora o devi fare lo stronzo o devi fare lo sfigato. Boh?

Altro dettaglio; ho scoperto che la cultura è merce che non vende piu'. Tutte tonte e a caccia di troniste. Attenzione: non sono un cesso (non avrei avusto le mie donne) pero' mi piace usare anche il cervello.
Il problema che le donne di oggi non capiscono?? Anzi si spaventano. Troppo tonte. Allora spengono tutto e vanno a caccia di tronisti.
Un'altra grande verità è che da quando siete libere e autonome, avete preso gusto a prendere il caxxo e alè, è un cornificare a raffica.
Fortuna che non mi sono mai sposato. Metéà dei miei amici (tutti sui 40 anni) sono stati lasciati da moglie in cerca di nerchia giovane. Clap clap clap!!!!

Quindi, alza il culo e fai la donna del 2000: stronza, tonta, anoressica, egoista.

Ma vi aspetto al varco. Io, uomo, a 55-60 anni saro' ancora piacente. Voi, invece, sarete brutte e sole, con solo tanti ricordi rimmati da un unico pensiero: ma quanto sono stata stronza e troia!!!!!!!!!!!!

Dimenticavo: 15 anni fa in chat potevia anche conoscere qualcuna e un paio di avventure simpatiche le ho avute. Oggi se sei un po' diretto manco ti rispondono (per diretto intendo: ti va di venire a fare un giro in moto. Mica altro. Sono e resto educato (ma anche l'educazione è merce rara). Dicevo: domandi e quste mute. Non hanno neanche le palle di dire no o si, o quel che gli pare.

Che deserto di ombelichi al vento e cervelli vuoti!!!! Le 20 anni. Purtroppo le 30 e 40enni sono tutte paranoiche skizzate.

Quindi fanculo tutte lo dico io!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non ho piu' un caxo da dimostrare a nessuno dal punto di vista sessuale, Quindi posso stare senza zia mesi. Una liberazione!!!
Non vado manco a puttante. Ormai sono diventate stronze pure quelle!

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02 Giu 2007
alle 11:24

Giovanna Nigris

OGGI, 2 GIUGNO E’ FESTA DELLA REPUBBLICA, MA LA POLITICA E LA PARITA’ NON SONO ANCORA DONNA

di Giacomo Montana

  

Oggi è il 2 giugno, festa della Repubblica. Da quando che gli Italiani furono chiamati alle urne per votare il referendum popolare e scegliere tra monarchia e repubblica sono trascorsi ben 61 anni (1946). Da quella data si recarono alle urne anche le Italiane e quindi una doppia festa per il progresso.  Fu il primo passo del secolo con questo tipo di crescita culturale femminile.

 

Fu così che le donne hanno potuto entrare in politica ma poi hanno sempre ricevuto ostruzionismo di partecipazione, tanto che al Parlamento e al Senato c’è stata sempre una notevole superiore presenza maschile, con conseguenze discriminatorie  in tale ambito tra i due gruppi.

 

L’identità, individuale e collettiva, delle donne comunque, non è mai stata una realtà fluida, aperta, trasparente, onesta e leale, scaturente da ciò che possiamo definire e invocare "individualismo altruista o collettivo".

 

Un cammino iniziato bene, ma continuato sempre male con una condizione pilotata e comunque caratterizzata da discriminazioni, violenze, ricatti, corruzione, paura e insicurezza. Ancora oggi le donne si vedono mettere in secondo piano, anche se spesso, in mancanza di adeguata informazione, la discriminazione viene fatta senza clamore.

 

L’abuso sulla donna il più delle volte continua a passare inosservato e così vincono sistematicamente l’ipocrisia e la farsa. Della donna senti nell’abbraccio un’ emozione insuperabile, incancellabile, insopprimibile, invalicabile, ma quando si tratta di vederla realmente con pari diritti anche in politica la vedi fortemente discriminare, respingere ed emarginare, con un sorriso.

 

In parecchi casi anche la discriminazione occultata mantiene in fermento il rancore, l’odio, la rabbia e l’ira nel Paese. Il raggiro politico ai danni delle donne è mimetismo e ipocrisia, è l’assorbimento del particolare nel generale, è l’oscuramento delle armonie logiche e morali.

 

Certamente si può tenere vivo il ricordo della continuazione al festeggiamento del 2 giugno per la nascita della Repubblica Italiana, ma non si può ancora dire che la politica e la parità siano anche donna.

 

Vedi http://sisu.leonardo.it

 

http://agimurad.splinder.com

    

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