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Donne in Rete: aumentano e creano comunità

Veruska Anconitano avatar Giovedì 24 Maggio 2007, 10:34 in Current Affairs di Veruska Anconitano
Su Apogeonline Antonella Napolitano ha intervistato Danah Boyd mentre Donna Moderna ha intervistato Roberta Cocco. Entrambe hanno parlato del rapporto tra donne e Internet e di come sia percepita la donna nel mondo delle nuove tecnologie. Ma non solo.

pcSecondo la Boyd "una donna che scrive di argomenti considerati tradizionalmente maschili è magari più esposta" ma non è questo a generare pregiudizio, che non considera "un fattore determinante".

Anzi, secondo la ricercatrice sono le donne a non volersi creare un vero e proprio seguito ma preferiscono una ristretta cerchia di fedelissimi esattamente come accade nella vita quotidiana; "le donne", dice la Boyd, "hanno una peculiare forma di socializzazione e di gestione dei legami personali. Tendono ad avere legami più forti, costituiscono reti di supporto, gruppi di persone che siano punto di riferimento e di confronto, magari di aiuto. Reti come queste nella vita quotidiana presuppongono la presenza fisica come componente fondamentale e, quindi, anche se traslate in Rete, portano inevitabilmente a creare e mantenere rapporti molto profondi con un numero più ristretto di persone".

Per ribadire il fatto che le donne non sono poi così discriminate nel settore tecnologico, la Boyd ha parlato del Blogher, l'evento che da tre anni si tiene a Chicago e che riunisce blogger che trattano di argomenti più disparati, dimostrando che si possono mettere insieme più menti che nella vita reale non condividerebbero nulla.

lavourStesso scopo del FemCamp, di cui ho parlato qualche tempo fa, e che si terrà a Bologna questo sabato.

Curiosamente, DonnaModerna su questo numero intervista Roberta Cocco e parla di donna 2.0, tanto per ribadire il concetto: "la mia "donna moderna 2.0" è una donna realizzata, serena, sia che lavori fuori casa sia che lavori in casa, contenta di se stessa (ed è una cosa che si trasmette tantissimo a chi ci circonda!). Una donna che si è creata una propria condizione familiare (con o senza figli) e sociale in cui si trova bene e che non debba mai vergognarsi di essere donna per realizzarsi. "Donna" non vuol dire "famiglia" e "uomo" non vuol dire "lavoro". Se la società è fatta al 50% da donne, tutti gli aspetti della società (lavoro, politica, scuola...) devono essere al 50%: è ridicolo avere due donne rettore su 800 atenei in Italia. Significa che c'è qualcosa che non funziona. Cosa ci manca? Davvero non lo so. Ma dobbiamo capirlo. In fretta", dice la Cocco.

Sarebbe carino che la "rivoluzione" passasse attraverso i blog e la Rete: possibile che le donne siano in grado di scrivere solo di glamour, gossip, moda e pettegolezzi?

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